L’obiettivo di questo Manuale, nato sulla base dell’esperienza universitaria fiorentina ed arricchitosi dalla pratica, è offrire, con l’ausilio di dottrina e giurisprudenza, specie costituzionale ed europea, il quadro degli istituti di diritto dell’informazione e della comunicazione in Italia, a partire dagli artt. 21 e 15 Cost. (Parte I). Ciò costituisce premessa per inquadrare, prima, gli organi di governo del sistema (Parlamento, Governo ed Agcom), la disciplina delle reti di comunicazione elettronica e dei soggetti di rete (fornitori di servizi di media audiovisivi e prestatori di servizi intermediari, comprese le piattaforme online) nonché gli strumenti a tutela del pluralismo e della concorrenza (Parte II); e, poi, la normativa settoriale (RAI; editoria; professione giornalistica; riparto di competenze Stato-regioni; cinema; teatro; diritto d’autore) (Parte III). Uno dei motivi conduttori del volume è sempre stato la verifica dello stato di attuazione del principio del pluralismo dei media. La rivoluzione digitale, il processo di convergenza multimediale, lo sviluppo capillare della rete Internet e del web 2.0 hanno condotto finalmente ad incrementare le potenzialità di accesso al sistema ma anche posto nuove sfide. Si pensi in particolare alla comparsa nella sfera pubblica di grandi piattaforme online globali. In questo contesto, il pluralismo dei media (ora tutelato anche da un regolamento dell’Unione europea, l’EMFA del 2024) assume allora un «nuovo volto», dove la vera sfida «non riguarda tanto la ulteriore moltiplicazione delle già numerose voci che si fanno sentire nella sfera pubblica, quanto la salvaguardia della qualità dell’informazione medesima» (Corte cost., sent. 44/25).
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